Corso di Yoga a Massa

Corso di Yoga a Massa

Corso di YOGA TERAPEUTICO

Un approccio integrato che accresce salute e benessere dell’individuo ponendo l’accento sul potenziale terapeutico degli antichi insegnamenti e pratiche dello yoga tradizionale

I Sistemi utilizzati:

  • ASANA: queste posture sono chiamate in sanscrito asana, dalla radice as che significa “rimanere”. Il significato originale di asana è quindi una posizione in cui il praticante rimane e medita sull’infinità della sua natura.

  • PRANAYAMA: In realtà con il termine Pranayama non si intendono solo le tecniche di respirazione utilizzate dallo yoga, ma il meccanismo attraverso il quale è possibile assorbire e controllare il prana, ovvero l’energia vitale, con lo scopo di rendere la mente stabile, forte, tranquilla e di poterne risvegliare le potenzialità latenti.

  • MUDRA E BANDHA: I Mudra ed i Bandha, poiché connessi con le Nadi, i canali energetici del corpo, sono delle particolari posizioni che si utilizzano per convogliare le energie in modo particolare, sono posture e contrazioni che fungono da sigilli e risvegliano e attivano Kundalini.

  • DHARANA: la pratica di dharana non è solo concentrazione mentale, ma piuttosto potrebbe essere definita come il totale assorbimento delle energie mentali in un singolo punto

  • DYANA: tecnica di meditazione impiegata per il raggiungimento del samadhi e la realizzazione del Sé

I Corsi inizieranno giovedi 9 novembre alle ore 18 e 30

Il corso è rivolto a coloro che desiderano:

  • Migliorare la postura, la condizione psico – motoria, la flessibilità articolare, la tonicità muscolare, le funzioni cognitive – percettive, la concentrazione, l’autostima e la consapevolezza di sè;

  • Alleviare i disturbi come il mal di schiena, mal di testa, problemi cardiocircolatori e dell’apparato respiratorio, digestivo e esquilibri ormonali;

  • Ridurre le problematiche legate allo stress quali, ansia, attacchi di panico, disturbi dell’umore, depressione ed insonnia;

  • Sperimentare la dimensione spirituale dello Yoga

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

per tutte le informazioni rivolgersi in segreteria: 0585 – 40672  Physiotherapy – Centro Medico Ponticello

Tendinopatia? ecco come trattarla

Tendinopatia? ecco come trattarla

Prima di tutto c’è da dire che…

…la gestione conservativa di una tendinopatia  rappresenta per il fisioterapista una sfida difficile perché i meccanismi responsabili di questo disturbo non sono ancora completamente conosciuti, perché non esiste un gold standard nel trattamento, perché il possibile coinvolgimento del sistema nervoso centrale (SNC) nel dolore persistente è poco indagato, perché la ricerca sul trattamento è scarsa nonostante l’enorme impatto di questo problema.

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QUAL È IL NOSTRO SCOPO?

L’obiettivo del trattamento dovrebbe essere aumentare la capacità di carico del tendine tramite l’esercizio terapeutico basato sul carico progressivo, ovvero aumentare la capacità del tendine di resistere alle sollecitazioni, per ridurre la sintomatologia e migliorare la funzionalità.

In pratica, l’esercizio basato sul carico progressivo dovrebbe favorire l’adattamento del tendine, del muscolo, dell’unità miotendinea e della catena cinetica.

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In base agli studi clinici e all’opinione degli esperti, l’esercizio terapeutico dovrebbe essere la principale scelta di trattamento nei soggetti con tendinopatia. I pazienti dovrebbero effettuare l’esercizio terapeutico basato sul carico per almeno 3 mesi prima di considerare altre opzioni di trattamento.

Ecco alcune regole:

  • Il riposo dovrebbe essere limitato esclusivamente alla fase reattiva e al periodo iniziale della fase di alterata riparazione per evitare una possibile progressione del disturbo.
  • Sono consigliati 2-3 giorni di recupero tra attività molto impegnative per favorire il turnover del collagene; nelle fasi finali della riabilitazione, con l’aumentare della capacità di carico del tendine e della catena cinetica, il tempo di recupero può diminuire.
  • Il turnover del collagene è ridotto con il passare degli anni, quindi atleti meno giovani potrebbero necessitare di tempi di recupero maggiori.
  • Il riposo prolungato riduce la capacità di carico del tendine e della catena cinetica. Negli sportivi, inoltre, un riposo eccessivo potrebbe ridurre la performance.
  • Evitare un riposo eccessivo potrebbe avere un impatto positivo sullo stato di salute generale del paziente in quanto le tendinopatia sono spesso associate a disturbi metabolici, come diabete mellito e ipercolesterolemia.

L’esercizio terapeutico è supportato dal più alto livello di evidenza e il training eccentrico è la stratega conservativa più utilizzata nel trattamento della tendinopatia nella pratica clinica quotidiana. Vieni a scoprire presso il studio i nostri protocolli di trattamento.

La valutazione della catena cinetica è una componente raramente considerata nei programmi di riabilitazione proposti.

  • Un deficit di capacità e/o controllo neuromuscolare dei segmenti prossimali potrebbe alterare la distribuzione dei carichi negli arti inferiori e aumentare nei soggetti sani il rischio di sviluppare una tendinopatia o comunque rappresentare un fattore perpetuante dei sintomi, anche se dagli studi a disposizione non è possibile stabilire se queste alterazioni siano causa o conseguenza del disturbo.
  • Un miglioramento del controllo prossimale potrebbe essere raggiunto eseguendo semplici esercizi da integrare ai training di carico progressivo.

ALTRE STRATEGIE DI INTERVENTO?

  • Altre strategie di intervento sono spesso utilizzate nella gestione della tendinopatia achillea: terapia manuale, dry needling, agopuntura, plantari, ultrasuoni, infiltrazioni (platelet – rich plasma, coricosteroidi, agenti sclerosanti, etc.), onde d’urto, laser, taping, FANS e chirurgia.
  • Nessuna di queste stretegie è efficace come l’esercizio terapeutico
  • Non modificano la capacità di carico del tendine, la forza della catena cinetica ed il possibile coinvolgimento del sistema nervoso centrale.

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Se utilizzate in associazione all’esercizio terapeutico potrebbero ridurre i sintomi e favorire l’aderenza del paziente

I principali programmi di riabilitazione per la tendinopatia, basati esclusivamente su training di rinforzo per stimolare l’adattamento del tendine, utilizzano un focus attentivo interno. Ma queste strategie potrebbero non modificare adeguatamente le modificazioni a livello del SNC responsabili del dolore persistente e delle recidive. L’utilizzo di un focus attentivo esterno (visivo o uditivo) durante l’esecuzione degli esercizi potrebbe rappresentare una strategia utile per migliorare l’aderenza, modulare il dolore, modificare il controllo corticospinale, accelerare l’acquisizione di nuove abilità motorie e aumentare la capacità di trasferire le abilità acquisite dal setting clinico allo sport.

Pubalgia: un valido esercizio

Pubalgia: un valido esercizio

La pubalgia è un sintomo comune negli atleti, in particolare in quelli che svolgono sport in cui si deve calciare un pallone ed in cui si richiede continui cambi di direzione e velocità. La casistica sportiva nella letteratura internazionale riporta un’incidenza media nei vari sport dal 5 al 15% di tutti gli infortuni.

I calciatori, i tennisti e i rugbisti sono le vittime favorite di questa affezione, poiché i gesti tecnici sport specifici che costantemente effettuano e gli intensi carichi di lavoro procurano forti squilibri a livello del bacino con successive alterazioni funzionali.
Le lesioni a livello dell’anca sono frequenti nel calcio e i giocatori con bassa forza adduttoria sembrano essere a rischio di lesioni. Ecco un grande esercizio per aumentare la forza degli adduttori.

Gli adduttori dell’anca, che comprendono l’adduttore lungo, breve, grande, il pettineo ed il muscolo gracile, sono gruppi muscolari che agiscono sulla sinfisi pubica e disfunzioni di questi gruppi muscolari, con i rispettivi tendini possono essere responsabile di una sintomatologia dolorosa pubica.  L’adduttore lungo è il muscolo che maggiormente puà andare incontro a lesione.  Isolati infortuni all’inserzione del retto addominale si possono verificare, presentando un quadro clinico isolato o in concomitanza ad una lesione adduttoria (sindrome retto – adduttoria). I sintomi in questo caso sono esacerbati dall’esercizio  con un quadro clinico che spesso ci mostra punti di dolorabilità a livello del complesso aponevrosico prepubico o dolore alla contrazione degli adduttori. La risonanza magnetica rappresenta il GOLD STANDARD .  Il trattamento in questo caso degli adduttori e del retto, attraverso programmi di rinforzo muscolare gradualmente distribuito  è fondamentale.

Tennis a Massa: La prevenzione degli infortuni

Tennis a Massa: La prevenzione degli infortuni

La probabilità di raggiungere obiettivi atletici prefissati a inizio stagione aumenta di almeno sette volte negli sportivi che completano più dell’80% delle settimane di allenamento programmate.

Gli obiettivi dell’allenatore, del preparatore atletico, del fisioterapista e del medico dovrebbero essere complementari per evitare che l’atleta si infortuni.

L’allenamento ha un effetto protettivo, al pari di alti carichi di lavoro prolungati anche bassi livelli di allenamento aumentano il rischio di infortunio dell’atleta. La quantità di carichi non è la sola variabile da monitorare, anche l’aumento dei carichi in modo inappropriato sembra essere un fattore di rischio.

Nel tennis, quando un giocatore juniores è selezionato per un programma di formazione di élite ha un repentino aumento del volume e dell’intensità di allenamento rispetto al programma abituale. Proprio in questa fase di transizione sono frequenti numerosi infortuni.

Molti infortuni potrebbero essere evitati seguendo sei consigli basati sul carico progressivo:

  1. Stabilire un livello di forma fisica di base continuando a giocare a tennis 2-3 volte a settimana anche durante il periodo di pausa stagionale (e includendo esercizi di rinforzo e condizionamento nel programma settimanale).

  2. Ridurre al minimo le modifiche infrasettimanali. Incrementare i carichi gradualmente all’inizio della stagione, quando si inizia un nuovo programma di allenamento o quando si riprende dopo un infortunio.

  3. Cercare di evitare picchi di carico. Questo può essere difficile, il tennis è uno sport imprevedibile visto che la durata della partita e dei punti non è programmabile.

  4. Assicurarsi di mantenere un corretto equilibrio tra allenamento e riposo.

  5. Assicurare un carico minimo di allenamento anche durante il periodo invernale.

  6. Non esagerare. Superare le otto partite a settimana è un rischio per ogni giocatore di tennis.

FONTI

  • FISIOBRAIN
  • Sintesi e traduzione dell’articolo a cura del collega Tortoli Emanuele
  • Pluim BM, Drew MK. It’s not the destination, it’s the ‘road to load’ that matters: a tennis injury prevention perspective. Br J Sports Med. 2016 Jun;50(11):641-2.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27034125

EPTE nella provincia di Massa Carrara

EPTE nella provincia di Massa Carrara

L’allenamento eccentrico per prevenzione e riabilitazione

L’allenamento eccentrico ha una grande importanza del campo della prevenzione e riabilitazione da lesioni. Anche se, a quanto dicono gli esperti, spesso non gli viene prestata la meritata attenzione. Non è dunque strano che molte lesioni si verifichino proprio durante la fase eccentrica o nel momento di transizione tra la fase eccentrica e quella concentrica.

Nel nostro articolo, vi parliamo dell’importanza dell’allenamento eccentrico, con l’aiuto di Joaquin Calatayud (ricercatore e dottore in Scienze dell’Attività Fisica e dello Sport) e di José Casaña (Professore e Dottore in Fisioterapia).

La fase eccentrica di un esercizio ha una maggiore capacità performante che la concentrica.

Nel corso degli anni, sono stati diversi i protocolli adottati per le tendinopatie, considerando l’allenamento eccentrico come un trattamento prioritario. Sembra poi che con le nuove impostazioni, tra cui l’Heavy Slow resistance” (HSR) che include lavoro concentrico/eccentrico, si stiano ottenendo risultati promettenti.

Esercizio eccentrico per tendinopatie

Attualmente esiste evidenza che l’esercizio fisico apporti benefici nell’approccio di tendinopatie. È stato osservato che gli esercizi che includono fasi concentriche ed eccentriche e che incrementano il carico in modo progressivo, hanno un effetto positivo su questo tipo di patologie.

Queste scoperte servono da supporto per comprendere la capacità di adattamento del tendine, oltre a far sì che  si inizi  vedere l’esercizio isoinerziale come un’alternativa per generare azioni concentriche con sovraccarico eccentrico.

Prevenire e curare lesioni con l’aiuto dell’allenamento eccentrico

Esiste una chiara evidenza scientifica circa il potere dell’allenamento eccentrico nella prevenzione di lesioni muscolari. Infatti, numerosi studi come quello di et al. (2011) o Arnason et al. (2008) hanno trovato che l’utilizzo di un semplice esercizio eccentrico per 10 settimane per i muscoli ischiocrurali può ridurre del 65-70% le lesioni nuove e ricorrenti di questi muscoli.

A parte questo, si presta troppo poca attenzione a questo tipo di allenamenti, così come evidenzia un recente studio pubblicato dalla prestigiosa rivista British Journal of Sports Medicine, in cui gli autori (Bahr et al.,2015) trovarono che un totale del 83,3% di 150 squadre di calcio della Champions League e la nazionale norvegese non usavano un programma di prevenzione delle lesioni degli ischiocrurali basato sull’evidenza (lo stesso programma degli studi precedentemente citati).

Senza dubbio, l’allenamento con sovraccarico eccentrico è un elemento importante in caso di riabilitazione o per la prevenzione, ottenendo che la struttura muscolo-tendinea sia più resistente allo stress prodotto nel corso delle attività, siano queste sportive o giornaliere, come ad esempio, al lavoro o nelle attività quotidiane.

Per l’allenamento eccentrico e l’esercizio isoinerziale, EPTE® Inertial Concept è il dispositivo più completo del mercato. È stato progettato fin dall’inizio per prevenzione, riabilitazione e riadattazione da lesioni, così come per migliorare la performance fisica. Permette di generare sovraccarichi eccentrici per allenare qualsiasi parte del corpo con un unico dispositivo.

EPTE® Inertial Concept è progettato per una maggiore efficacia sull’allenamento eccentrico, apportando al tempo stesso un ritorno dolce e progressivo alla fase concentrica dell’esercizio, senza strattoni, né movimenti bruschi che potrebbero generare lesioni. Per questo, tra le altre ragioni, può essere utilizzato da persone di tutte le età e condizioni fisiche.

Fisioterapista a Domicilio a Massa Carrara

Fisioterapista a Domicilio a Massa Carrara

Fisioterapia a domicilio

Programma la riabilitazione con un fisioterapista qualificato nella comodità di casa tua. Organizziamo sedute fisioterapiche in funzione delle specifiche necessità e in coerenza con quanto prescritto dal medico. Principali servizi fisioterapici:

  • Riabilitazione (Neuromotoria, ortopedica, post chirurgica)

  • Rieducazione posturale

  • Linfodrenaggio manuale

  • Massoterapia

Il servizio di fisioterapia permette di seguire il programma di riabilitazione comodamente a casa propria. Grazie al sostegno di un fisioterapista qualificato, la persona potrà avere le cure necessarie a seguito di un infortunio, un’operazione o un ricovero ospedaliero. I servizi offerti a domicilio spaziano riguardando sia la rieducazione posturale sia la massoterapia. L’assistenza da parte di una figura professionale garantisce una corretta riabilitazione, in linea con il programma fisioterapico prescritto.

per maggiori informazioni CI CONTATTI allo 058540672