Perché fare riabilitazione del Pavimento Pelvico

La prima volta che si legge la parola Vulvodinia risale al 1880, quando si parlava di “eccessiva sensibilità dei nervi della mucosa di alcune porzioni della vulva.. talora confinata nel vestibolo.” Bisognerà però aspettare il 2004 per avere una vera e propria definizione di tale condizione, descritta come “fastidio vulvare, spesso descritto come bruciore, che si verifica in assenza di rilevanti alterazioni visibili o di specifiche, clinicamente evidenziabili, problematiche neurologiche”.

Oggi sappiamo che la vulvodinia può essere spontanea o evocata, diffusa in tutta la zona del perineo o localizzata (nell’80% dei casi al vestibolo vaginale) oltre che al clitoride e alle labbra.

Questa patologia non è così rara come si potrebbe pensare: interessa ben il 15% delle donne che si rivolgono al ginecologo o al dermatologo, ma si stima che la percentuale di incidenza sia in realtà molto più alta. Dai più recenti studi si evince che questa sindrome colpisce ben il 16% della popolazione femminile in una fascia d’età che va dai 18 ai 64 anni. Considerando che il ritardo diagnostico medio per la vulvodinia è di quattro anni, si è stimato che il 30% di donne resti senza una vera a propria diagnosi.

Sintomi principali:

  • bisogno di urinare dopo il rapporto (riferito dall’80% delle donne)
  • sintomi da cistite entro 24-72 ore dal rapporto
  • difficoltà ad indossare vestiti/pantaloni aderenti
  • prurito
  • secchezza
  • bruciore
  • dolore localizzato alla zona o che si irradia anche al di fuori dell’area stimolata, può essere spontaneo (se si verifica in assenza di stimoli irritativi) o provocato (dolore ai rapporti sessuali)
  • sensazione di spilli
  • sensazione di stiramento/tensione

La causa del disturbo è generalmente multifattoriale, ovvero sono più di uno i fattori che determinano tale condizione. Oggi se ne conoscono 3 che si influenzano e interagiscono tra loro:

  • fattori biomeccanici correlati a ipertono dei muscoli del pavimento pelvico (primario o secondario) che può determinare dolore all’inizio della penetrazione (dispareunia introitale), microabrasioni all’introito (“sensazione di avere dei taglietti”), complicanze di tipo infettivo, specialmente da Candida recidivante e comorbilità importanti, quali le cistiti recidivanti specie dopo i rapporti sessuali
  • iperattivazione dei mastociti, ovvero cellule che dopo essere venute in contatto con un agente esterno, riversano il loro contenuto interno nel tessuto colpito per difenderlo, generando così uno stato infiammatorio che in condizioni fisiologiche è una risposta normale ed efficace che il nostro organismo mette in atto per rispondere ad un attacco esterno (infezioni ricorrenti, irritanti, creme, rapporti sessuali, fattori ormonali..). Se questi stimoli irritanti sono sempre più frequenti, i mastociti diventano ipersensibili e determinano una condizione di infiammazione cronica
  • la cronicità del problema facilita un progressivo coinvolgimento del sistema nervoso centrale con neuroinfiammazione, depressione ed evoluzione verso il dolore neuropatico. Si altera quindi tutto il sistema che trasporta le informazioni provenienti dalla vulva

Per affrontare tutte queste varie componenti della patologia, è necessario un approccio di squadra, un team di esperti tra cui il medico specialista (ginecologo/neurologo/urologo), fisioterapista, psicologo che gestiscano, ognuno sul proprio versante d’azione, questa condizione.

Recenti studi di qualità indicano significativi effetti clinici della fisioterapia per vulvodinia, sostenendo che possa contribuire in modo significativo alla valutazione multidisciplinare e al trattamento di questa condizione patologica.

L’ipertono dei muscoli del pavimento pelvico può essere affrontata con una grande varietà di tecniche, anche di auto-aiuto da insegnare direttamente alla paziente, inclusi gli esercizi pelvici, automassaggi del tessuto vaginale, massaggi interni sui punti di contrattura (trigger-points), biofeedback e terapia fisica.

 

 

Fisioterapista specializzata nei disturbi del pavimento pelvico

 

Bibliografia

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  3. Graziottin Alessandra, Murina Filippo, Vulvodinia. Strategie di diagnosi e cura, I edizione, Milano, Springer Verlag Italia, 2011
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  5. Salonia A. Clementi MC. Graziottin A. Nappi RE. Castiglione F. Ferrari M. Capitanio U. Damiano R. Montorsi F. Secondary provoked vestibulodynia in sexually-active women with recurrent uncomplicated urinary tract infections. J Sex Med. 2013 Sep