CONTINENZA URINARIA NELLA DONNA

Cos’è e come curarla…

 

Secondo la Società Internazionale della Continenza (ICS) l’

incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina attraverso l’uretra obiettivamente dimostrabile e di grado tale da costituire un problema igienico e sociale.

L’incontinenza urinaria colpisce in Italia oltre 2 milioni di donne tra i 35 e i 65 anni di età; la sua incidenza aumenta con l’avanzare dell’età e con il raggiungimento della menopausa.

Oltre all’età esistono però altri fattori predisponenti questa condizione, come ad esempio il numero di gravidanze, la menopausa, l’obesità, fattori occupazionali, pregressa chirurgia sull’utero, radioterapia, malattie neurologiche o psichiatriche e alcuni tipi di farmaci.

Esistono tre principali forme di incontinenza:

  • Incontinenza da sforzo: ovvero la perdita involontaria di urine sotto sforzo o in associazione con esercizio fisico, colpo di tosse, starnuto o risata. Rappresenta la forma più comune tra le donne
  • Incontinenza da urgenza: perdita involontaria di urine accompagnata o immediatamente preceduta dalla voglia impellente di urinare
  • Incontinenza mista: combinazione di incontinenza da sforzo e da urgenza

COME SI MANIFESTA?

Ecco qualche domanda utile sui sintomi più comuni dell’incontinenza urinaria. Questi quesiti possono aiutarti a capire se hai disturbi di continenza e se devi rivolgerti a un professionista sanitario specializzato:

  • Quando tossisci o fai uno sforzo ti capita di perdere qualche goccia di urina?
  • Devi correre in bagno ogni una o due ore?
  • Spesso non riesci ad arrivare in tempo al bagno senza bagnarti?
  • Quando urini devi spingere con la pancia o aspettare un po’ di tempo prima che l’urina esca?

Se le risposte a queste domande sono positive, allora potresti aver bisogno di fare una valutazione specialistica. Nella maggior parte dei casi, ad una valutazione mirata del pavimento pelvico lo specialista apprezzerà un ipotono dei muscoli del pavimento pelvico sul quale è necessario intervenire.

I RIMEDI

Perché scegliere la riabilitazione?

Attualmente esistono numerose e diverse metodiche di trattamento dell’incontinenza, l’approccio conservativo e non invasivo della riabilitazione dal pavimento pelvico, l’approccio farmacologico, quello chirurgico e le stimolazioni percutanee.

La riabilitazione del pavimento pelvico prevede un insieme di tecniche e strumenti utilizzabili per il trattamento della continenza ed ha il vantaggio di essere personalizzabile, priva di effetti collaterali, ripetibile, indolore e di documentata efficacia (successo nell’80-95% dei casi).

Tra le tecniche che un fisioterapista specializzato dispone troviamo:

  • specifici esercizi di rinforzo muscolare che hanno lo scopo di determinare un incremento del tono e trofismo muscolare, con conseguente aumento della pressione di chiusura uretrale, stabilizzazione e resistenza al movimento verso il basso
  • tecniche di biofeedback tattili e visive
  • coni vaginali
  • elettrostimolazione

I più recenti studi di alta qualità raccomandano alle donne con incontinenza urinaria da stress o mista, come trattamento di prima scelta, un programma riabilitativo di esercizi con supervisione di un fisioterapista specializzato, della durata di almeno tre mesi consecutivi.

 

Bibliografia:

  1. Cartabellotta et al. Diagnosi e terapia dell’incontinenza urinaria femminile. Evidence. Marzo 2014
  2. Biagina Ramundo Statica pelvica e perdita di funzioni. Giornata nazionale dedicata alla salute della donna. Aprile 2016

3.    National Collaborating Centre for Women’s and Children’s Health (UK) Urinary Incontinence in Women: The Management of Urinary Incontinence in Women. Sep 2013

ERICA GIOVANNELLI

Laureata in Fisioterapia presso Università Di Pisa

  • Esperta nel trattamento della sindrome del dolore pelvico cronico
  • Fisioterapista dei disturbi del tratto genito-urinario femminile e maschile
  • Trattamento della dissinergia del pavimento pelvico