L’osteopatia al servizio delle vostre cicatrici

Tutti abbiamo una cicatrice, grande o piccola che sia, esito di un trauma, di un intervento chirurgico o di un parto cesareo.
Spesso si tende ad ignorare l’importanza delle cicatrici ed a parlarne soltanto in termini estetici o di impatto psicologico, dimenticando che in realtà si tratta di un processo di riparazione tissutale che, seppur utile e necessario, può influenzare postura, mobilità, provocare dolore e disabilità.

Quali sono i tempi di guarigione e come devono essere trattate le cicatrici?

Non appena un tessuto viene leso, inizia subito il processo di guarigione che può essere
suddiviso in 3 fasi:

  1. infiammatoria: della durata di 3-4 giorni;
  2. riparativa-proliferativa: per le tre settimane successive;
  3. di maturazione o rimodellamento: può durare fino a uno o due anni.

Durante il processo di guarigione della ferita, entrano in gioco numerosi fattori che ne influenzano velocità e qualità della riparazione: fattori individuali sistemici, come ad esempio età, alimentazione, stato metabolico, circolazione, alcuni ormoni, infezioni e fattori meccanici.

Durante la fase di guarigione, pertanto, possono verificarsi alcune complicazioni che possono essere racchiuse in tre macro categorie:
❌ insufficiente cicatrizzazione,
❌ eccessiva produzione di tessuto cicatriziale (ad es. cheloidi),
❌ formazione di contratture.

In caso di cicatrice in stato di formazione la “Società Europea della Riparazione dei Tessuti” consiglia di seguire tre valutazioni in tre momenti diversi: una al termine del primo mese, una al secondo ed l’ultima al terzo mese, dopo la rimarginazione della ferita. 

Durante la prima valutazione clinica si analizzano le caratteristiche generali della cicatrice, cioè il colore, conferitole dalla vascolarizzazione. 

  • Al secondo mese si valutano le variazioni di larghezza, altezza e colore.
  • Al terzo mese si esaminano flessibilità e consistenza.
  • È inoltre importante tenere sempre in considerazione le controindicazioni e gli effetti indesiderati delle terapie proposte al fine di individuare per ciascun caso la terapia più idonea.

Cosa può fare l’osteopata?

✅ L’osteopata ha il compito di assicurare al tessuto una buona mobilità al fine di ridurre le tensioni meccaniche che possono interferire con il processo di riparazione e, soprattutto, evitare complicazioni, disfunzioni e sindromi dolorose associate alla cicatrice stessa.

Uno studio pubblicato a giugno sul Journal of Complementary Therapies in Medicine da Riquet et al., ha valutato l’influenza del trattamento osteopatico su una cicatrice misurando la differenza di temperatura tra il tessuto cicatriziale e l’area circostante.

Ciò che è emerso è che il trattamento osteopatico è stato in grado di ridurre al minimo la differenza di temperatura tra la cicatrice e l’area peri-cicatriziale; questo suggerisce una modifica della funzione del tessuto connettivo a seguito dell’intervento osteopatico. Come l’osteopatia modifichi il tessuto connettivo non è ancora chiaro, ma ciò che appare evidente è l’effetto clinico che ha su di esso. Ulteriori studi sono necessari per conoscere a fondo le funzioni del tessuto connettivo e i meccanismi di guarigione.

L’ipotesi si fonda sul fenomeno della meccano-trasduzione, ovvero l’applicazione di forze meccaniche in grado di modificare il comportamento cellulare; che coinvolgerebbe l’espressione genetica, la vascolarizzazione, la sintesi di fattori di crescita e della matrice extracellulare e l’attivazione di fibroblasti in miofibroblasti.

 

LETIZIA PIACENTINI

  • Osteopata I.E.M.O. Di Genova
  • Post Graduate  in Manipolazione Spinale e periferica
  • Osteopatia Pediatrica – Centro Soma di Milano