Padel in pillole

Padel in pillole

Padel in pillole: “prevenire è meglio che curare”. Conoscere e prevenire gli infortuni nel padel.

Il padel ha registrato un aumento spettacolare di popolarità negli ultimi anni. Viene praticato in un totale di 27 paesi. In Italia c’è stata una crescita esponenziale in numero di licenze e installazioni, classificandosi tra gli sport più praticati in soli due decenni di storia, con milioni di praticanti. La popolazione adulta nella fascia compresa tra i 35 e 54 anni e il sesso femminile rappresentano i profili più caratteristici.

Tuttavia per molti rimane ancora uno sport poco conosciuto.

Le regole sono quelle del tennis: si gioca in doppio con due atleti per squadra. Come nel tennis il campo è diviso da una rete, le misure sono 20×10 metri, con manto erboso artificiale e circondato da pareti di vetro o muro di cemento, può essere indoor che all’aperto.

A differenza del tennis la racchetta è più piccola di dimensioni, ha una superficie d’impatto piena con dei fori situati strategicamente. Ogni racchetta ha un laccio che deve essere indossato sul polso durante il gioco. Le palline utilizzate possono essere di dimensioni ridotte e risultano più morbide rispetto a quelle utilizzate nel tennis.

La pratica sportiva implica necessariamente un maggiore rischio di lesioni dovute a sforzi eccessivi, ridotta forma fisica o mancanza di routine sportiva o motoria. Questi

infortuni, oltre a rappresentare un deterioramento per la salute e la qualità di vita, possono rappresentare fattori economici negativi come l’assenza dal lavoro per malattia o gli accessi diretti nelle varie strutture sanitarie e le possibili indagini diagnostiche.

In recenti studi hanno trovato il padel come uno dei principali sport per il tempo libero con più infortuni. Nello specifico a livello amatoriale hanno visto tassi di infortuni superiori anche al 50%, soprattutto nel gomito, spalla, ginocchio, caviglia e schiena. Essendo uno sport semplice e facilmente accessibile in cui si entra nel campo e si gioca subito, porta la gente ad avvicinarsi molto velocemente a questa realtà. Pertanto, gli autori affermano che l’indice alto e dannoso può essere legato a cattive pratiche sportive e/o nutrizionali. Tuttavia anche le caratteristiche del campo, come le pareti e la superficie di gioco possono influenzare alcune lesioni di origine traumatica diretta.

Il padel è uno sport asimmetrico in cui comporta un uso sproporzionato e ripetitivo delle articolazioni.

È caratterizzato da rapidi cambi di direzione, torsioni e un uso molto intenso e della racchetta. 

 

A livello dell’arto superiore essendo il padel simile al tennis vengono fuori patologie comuni che riguardano i distretti della spalla e del gomito.

Per la spalla possono comparire dolori Specifici o Aspecifici che possono essere correlati o meno a lesioni di tipo anatomico delle strutture articolari o muscolari.

Sono maggiormente elecitati i tendini della cuffia dei rotatori adibiti a stabilizzare la testa omerale durante i movimenti sopratutto legati alla rotazione.

Per quanto riguarda il gomito invece la patologia più frequente è il Dolore Laterale di Gomito (LEP) che rappresenta un dolore aspecifico nella zona laterale del gomito il più delle volte non associato a danni strutturali mentre  tra  le cause specifiche più comuni abbiamo  l’Epicondilite o più conosciuta “gomito del tennista” in cui vi è associata una tendinopatia a livello del compartimento estensorio del polso e della mano , con i muscoli più sollecitati che sono: l’estensore comune delle dita, l’estensore radiale breve e lungo del carpo.

Come nella parte parte possiamo riscontare anche un Dolore Mediale di Gomito e nello specifico per quello che riguarda le strutture tendinee dei muscoli flessori e pronatori di polso e mano, ovvero una tendinopatia mediale di gomito.

La maggior parte di queste tendinopatie all’insorgenza possono essere caratterizzate da un quadro di infiammazione, gonfiore, dolore e limitazione funzionale che tendono facilmente a cronicizzare, dovute principalmente da sovraccarichi e da possibili microtrauami ripetuti a livello del tessuto tendineo con conseguente danno. Il dolore facilmente localizzabile nella parte laterale o mediale del gomito, è evocabile nel momento in cui viene impugnata la pagaia o in una semplice stretta di mano.

Gli infortuni dell’arto superiore sono legati sopratutto per l’utilizzo della pagaia. Difficoltà di destrezza, poca sensibilità e tecnica di base porta ovviamente a compiere dei gesti con un alterato controllo di movimento, nel quale ripetuti nel tempo sfociano nelle problematiche annunciate in precedenza. Il gesto atletico da compiere per colpire la palla è semplice ma richiede sempre la giusta coordinazione e controllo motorio: un minimo di tecnica di base e allenamento servirebbe per ridurre notevelmente evenutali patologie.

Tra i fattori che possono essere correlati vi sono:

  • Età
  • Tempo di gioco totale
  • Livello di abilità

Probabilmente i principianti possono esserne maggiormente colpiti. Questo perché nel principiante il gesto motorio è meno corretto e quindi è più predisposto a questi infortuni. In particolare è stato osservato che:

 

  • L’impugnatura scorretta
  • Il rovescio: scarso controllo dell’estensione del polso con > flessione di polso durante l’impatto con la pallina nei principianti
  • attività del pronatore rotondo (intensità e tempo) nei principianti (e il pronatore rotondo origina proprio dall’epicondilo mediale)
  • il posizionamento nel campo
  • la corretta postura per colpire la palla

 

rappresentano i principali fattori modificabili.

 

La scelta della palla, un allenamento tecnico individuale per l’impostazione, esercizi aerobici e di mobilità del rachide e degli arti superiori soprattutto collo e spalle associato dello stretching sono necessari. Nello specifico esercizi con elastici o pesetti per adattare e migliorare la capacità di carico delle strutture muscolari e tendinee vengono indicate a scopo preventivo.

Esempi classici sono quelli per la cuffia dei rotatori in extrarotazione/intrarotazione di spalla e quelli di flex/ext di polso/gomito associandoli alla prono/supinazione di avambraccio. 

 

A livello degli arti inferiori troviamo frequenti:

  • lesioni muscolari
  • tendinopatie
  • distorsioni alla caviglia.

 

Le lesioni muscolari risultano molto frequenti negli sports, avvengono principalmente nell’attività che richiedono corsa veloce, salti, cambi di direzione.

Vi possono essere due tipologie di modalità di lesione:

High speed running durante la corsa ad alta velocità in cui colpisce il reparto flessorio posteriore

stretching tipe nel quale avvengono in allungamento con carico associato

Nel padel, maggiormente coinvolti saranno  il compartimento posteriore e quello adduttorio, per lo più dovuti ad un alterata risposta al carico e in un gesto di frenata (contrazione eccentrica).

Fattori aggravanti sono:

  • squilibrio muscolare
  • ridotta capacità di carico
  • scarsa elesticità

 

Fattori predisponenti sono :

  • età ,hanno visto come i soggetti maggiori di 35 anni sono più suscettibili a infortuni muscolari
  • BMI

 

Allenamenti specifici legati alla forza e alla capacità aerobica sicuramente potranno giovare. Importante è avere una buona flessibilità muscolare e una capacità contrattile adeguata , quindi saranno indicati esercizi di stretching e di controllo motorio. Per la migliorare la performance sarà fondamentale l’allenamento delle capacità condizionali (forza, resitenza e velocità) con quelle coordinative del gesto sport specifico.

 

Per quanto riguarda le tendinopatie dell’arto inferiore vale lo stesso discorso fatto per quello dell’arto superiore. In questo caso sono legate ai continui cambi di direzione e ripartenze  in una superficie di gioco per lo più rigida.

Il più coinvolto è il tendine di Achille: una ridotta capacità di carico locale e una conseguente richiesta funzionale maggiore provocheranno la suddetta patologia che può sempre andare incontro a degenerazione qualora venisse trascurata.

In questo caso l’utilizzo di una scarpa flessibile e con drop ridotto come quelle del tennis sono le più utilizzate sopratutto nei giocatori non occasionali, mentre è consigliato una scarpa con apporto ammortizzante e stabilizzante per quelli amatoriali. In ambito prevenzione, associato alla scarpa sarebbe utile un graduale incremento della capacità di carico del tendine di achille con  rinforzo del tricipite surale, adeguata flessibilità della catena posteriore (utile lo stretching della tricipite surale e fascia plantare), esercizi di esplosività e balzi per migliorare la performance.

 

Le distorsioni di caviglia sono molto frequenti, sopratutto dovute a movimenti repentini,continui cambi di direzione associati a salti.

Le lesioni traumatiche acute  possono interessare il complesso legamentoso laterale della caviglia (LAS) dovuto ad un eccessiva inversione del retropiede o dalla combinazione di una flessione plantare e adduzione del piede oppure in numero  minore il compartimento mediale della caviglia (MES).

Normalmente le distorsioni di caviglia  sono classificate in lesioni di primo, di secondo e di terzo grado, questo serve unicamente per capire la severità al trauma ma non dà informazioni sui tempi di recupero, ed è fondamentale da tenere presente, ci sono numerosi fattori che entrano in gioco per il ritorno allo sport che vanno al di là della semplice classificazione.

Spesso l’episodio può essere una recidiva, ed è probabile che possa instaurarsi un CAI (Chronic Ankle Instability), una sindrome caratterizzata da :

  • un episodio significante di distorsione alla caviglia
  • sensazioni di instabilità percepita e ricorrenti episodi di distorsioni
  • deficit funzionali autoriferiti
  • il tutto persistente dopo un anno dal primo evento traumatico.

Il CAI probabilmente è dovuto all’interazione di tre macrosistemi : gli impairments patomeccanici , impairments sensoriali-percettivi e gli impairments dovuti al comportamento motorio.

Dalla modifica di questi sistemi è possibile creare tramite un fisioterapista un  programma riabilitativo svolto a recuperare e prevenire future ricadute.

Sono consigliati : gli esercizi legati a migliorare  l’escursione articolare, la propriocezione, l’equilibrio e la forza muscolare.Gli esercizi propriocettivi possono essere bipodalici e  monopodalici,ad occhi aperti o chiusi, con le tavolette o sul terreno, braccia allargate o chiuse, ginocchio flesso o esteso, superfici piane o inclinate, esercizi statici o dinamici, ecc. E’ consigliato lavorare anche con gradi di flessione dorsale sempre maggiori perché in una partita, nei cambi di direzione, nell’atterraggio da un salto, il piede arriva in queste posizioni, ed è questo il momento in cui si potrebbe  far  male.

L’utilizzo di un tutore ha la sua maggiore efficacia nei soggetti che hanno avuto un primo episodio, ma svolge una piccola funzione anche su chi non ha mai avuto distorsione precedenti. La certezza a livello di evidenze scientifiche è che l’utilizzo del tutore aiuta tantissimo nel prevenire successive distorsioni.

E’ importante considerare anche in questo caso il tipo di scarpa e più precisamente la suola in modo tale da addattarsi alla tipologia della superficie di gioco e garantire un migliore grip per evitare di scivolare eccesivamente.

 

 

Possono essere comuni anche i  problemi lombari causati dalle superfici di gioco e da movimenti:continui, rapidi, discontinui e torsionali. La postura in flessione e con baricentro basso per favorire  il contatto  al terreno e ai cambi di movimento , sollecita maggiormente i paravertebrali e i glutei, motivo per cui un corretto controllo motorio del tratto lombare sarebbe utile nel prevenire possibili patologie e algie in quel tratto del rachide.

Vi sono svariati  esercizi  specifici per migliorare la funzionalità della  schiena,spesso  è importante avere una buona elasticità che non una tonicità muscolare. Esercizi come : la  presa di coscienza globale e selettiva del rachide, di mobilità e allungamento dovrebbero essere presi in considerazione nella routine di un praticante di padel

In conclusione, nei recenti studi hanno individuato come  gli infortuni più frequenti nel padel  sono quelli muscolari, negli arti inferiori. Le problematiche legate alla schiena sono più comuni nei maschi mentre nelle donne sono legate all’arto superiore.

Rispetto all’età:

  • giocatori sopra i 35 anni sono soggetti ad lesioni muscolari
  • giocatori sotto i 35 anni per le tendinopatie. 

E’ importante sottolineare come il livello di gioco sia correalato agli infortuni in modo inverversamente proporzionale:livello più alto, meno infortuni. 

Sembra quindi necessario conoscere la quantità e il tipo di infortuni in questo sport, al fine di stabilire i meccanisminecessari per prevenirne la comparsa. E’ importante da un lato, conoscere le caratteristiche e le esigenze del padel, sia tecnicamente che fisicamente,in quanto permetterà di adottare un corretto programma di allenamento mirato all’integrità e benessere della persona. 

Praticare il padel porta numerosi benefici a livello psico/ fisico, è consigliato affidarsi a specialisti per ridurre il rischio di infortuni.

Ricordarsi di :

  • fare riscaldamento prima di un allenamento /partita
  • esercizi di attivazione prima di un allenamento/partita
  • stretching dopo allenamento/partita
  • allenamento globale: aerobico, di forza e equilibrio
  • tecnica e postura: lavorare sull’analisi e correzione nella tecnica del gesto e nella postura.

 

 

 

Articolo a cura di:

Luigi Lanfranchi

  • Fisioterapista
  • OMPT student
PADEL, non solo epicondilite: scopriamo insieme altri distretti interessati.

PADEL, non solo epicondilite: scopriamo insieme altri distretti interessati.

 

Il padel è uno sport che combina sia elementi degli sport da parete che da rete; pur non essendo uno sport di contatto, comporta comunque tutta una serie d’infortuni che possono essere riassunti in:

Accidentali: causate da fattori presenti nel campo oppure dal caso, come prendere una pallata, scontrarsi con la griglia o con il vetro o colpirsi con la pala.

Sovraccarico: quando le nostre articolazioni, muscoli non sono sufficientemente allenati per sopportare lo sforzo richiesto, determinando un eccesso di carico.

Tecnica: una meccanica esecutiva non corretta provoca movimenti che possono causare delle lesioni sia a livello articolare che muscolare.

Preparazione: spesso si arriva al campo e si comincia a giocare, senza alcun tipo di riscaldamento. Partire senza un warm up adeguato può essere causa di lesioni muscolari.

Condizioni climatiche: pioggia, freddo, caldo, umidità, sono tutti fattori che possono causare un infortunio.

Ad oggi non abbiamo moltissimi studi epidemiologici riguardanti le lesioni associate a questo sport, ma i pochi dati in nostro possesso ci dicono che non soltanto il gomito è interessato da problematiche varie, ma anche numerosi altri distretti come la schiena e la caviglia. Il quadrante inferiore e il tronco, secondo alcuni recenti studi, sembrerebbero essere le porzioni di corpo maggiormente soggette a infortuni legati al padel.

 

Ma perché proprio la schiena?

 

Problematiche lombari sono tipiche di uno sport come il padel che prevede tante frenate e ripartenze, in cui bisogna stare molto spesso col baricentro basso e quindi esacerbare sul distretto lombare numerosi stress per mantenere una certa aderenza al terreno ed essere pronti a scatti e balzi verso l’alto.

Inoltre in questo sport, la colonna vertebrale e in particolare la zona lombare si muove continuamente su tutti i piani possibili: flessione, estensione, rotazione e lateroflessione.

Ecco perché uno scarso controllo posturale, una non efficiente muscolatura ed un mediocre controllo motorio possono causare questo tipo di problematiche. Anche praticare sport su superfici molto dure, proprio come succede nel padel, può aumentare il rischio di incorrere in questo tipo di infortunio.

Per quanto riguarda la tecnica, il colpo più frequente che può causare mal di schiena e altri problemi alla schiena è lo smash. La posizione corretta per effettuare questo colpo, sarebbe quella di piegare le ginocchia e sollevare le caviglie per bilanciare il corpo, ma a volte, o non siamo preparati per il colpo e non abbiamo tempo per eseguire una buona tecnica, o vogliamo imprimere una forza esagerata nella racchetta e abusare del movimento del braccio, e la conseguenza è un vero e proprio  “colpo di frusta” nella parte bassa della schiena.

Anche l’asimmetria della muscolatura lombare è un fattore di rischio da non sottovalutare infatti diversi studi hanno dimostrato come i giocatori sani senza infortuni avessero uno sviluppo simmetrico della forza nelle direzioni di entrambe le rotazioni, sinistra e destra.

 

E il piede?

Per quanto riguarda il piede, in particolar modo il tendine d’Achille, è chiaro comprendere quanto questo distretto sia sollecitato durante la pratica del padel; essendo uno sport che richiede bruschi arresti e ripartenza associati a variazioni di direzione, il tendine d’Achille viene costantemente richiamato per eseguire i vari spostamenti all’interno del terreno di gioco. Per questo, se l’atleta non presenta una buona forza muscolo-tendinea, il sovraccarico associato potrebbe determinare vari quadri patologici tra cui una tendinopatia.

Anche la scarpa può incidere su questa condizione clinica, scarpa che deve avere caratteristiche differenti secondo il tipo di gioco espresso dall’atleta: se un giocatore esegue tanti cambi di direzione avrà bisogno di una scarpa piuttosto leggera, con un drop ridotto, cioè l’altezza dal suolo della zona del tallone, e una certa flessibilità; chi invece ne esegue pochi, dovrebbe usare una scarpa più pesante che ammortizza maggiormente gli impatti col terreno.

L’altezza del tallone è un fattore molto importante, infatti se nella vita normale si indossano scarpe con tacco medio-alto e nella pratica del paddle si elimina, il tendine subisce una trazione ‘insolita’ in condizioni di stress, provocandone l’irritazione. Si consiglia quindi un tacco di almeno 2,5 cm per una corretta pratica sportiva in campo.

Acura di :

Claudio Ceccarelli, Pt‐OMPT‐Cert DN­‐FIFA Diploma in Football Medicine

  • Docente a contratto Università di Pisa
  • Membro del gruppo di ricerca scientifico G.E.R.I.C.O (Università di Roma “Tor Vergata”)
  • Fisioterapista specializzato in problematiche di spalla e gomito.
  • FIFA Diploma in Football Medicine

Med. Student, UniCh