Clinical Pilates a Massa Carrara

Clinical Pilates a Massa Carrara

Il Pilates di “Physiotherapy”

Per riequilibrare la postura, limitare sovraccarichi articolari, creare schemi motori efficienti, costruire un “corsetto” neuromuscolare per maggior controllo e stabilita’ della colonna, educare la respirazione, migliorare l’auto-immagine.

 

Il NOSTRO METODO si fonda su sei principi: 

1) Core stability e funzionalita’ motoria 
Il core e’ l’insieme della colonna lombare, della zona pelvica e di specifici muscoli che concorrono al mantenimento della stabilita’. La sua “stabilita’” e’ ottenuta attraverso il lavoro sinergico della regione addominale con quella lombare e assicura sostegno a tutto il corpo, minor dispendio energetico e ridotta incidenza di dolori lombari.

2) Respirazione cosciente 
Una fluida e completa respirazione e’ parte di ogni esercizio che diventa cosi’ un tutt’uno col movimento, l’accompagna, lo sostiene e aiuta nella stabilizzazione del baricentro… “soprattutto imparate a respirare correttamente..” scrisse Pilates. Inoltre, una buona respirazione ossigena il sangue e favorisce la circolazione.

3) Precisione e Allineamento 
Un corretto allineamento posturale durante il movimento determina una maggior efficienza del movimento stesso e corregge i disequilibri.

4) Concentrazione 
E’ intesa come capacita’ di focalizzarsi su tutte le parti del proprio corpo per controllarne la posizione durante il movimento. Essa alimenta il dialogo interiore col proprio corpo (sensazioni propriocettive) e aiuta a migliorare la performance attraverso la percezione di ogni dettaglio.

5) Controllo motorio con approccio metacognitivo 
Un buon controllo del proprio corpo mette al riparo da traumi ed infortuni. Il controllo va praticato e sviluppato gradualmente; dapprima eseguendo esercizi semplici in cui si e’ in grado di mantenere un allineamento posturale corretto ed una buona stabilizzazione, e successivamente ampliando la gamma a movimenti piu’ impegnativi. Affrettarsi nella fase di apprendimento del controllo motorio significherebbe solo utilizzare dei compensi e predisporsi a traumi e dolori.

6) Fluidita’ e Coordinazione 
Esse producono la netta sensazione di facilita’ e leggerezza durante l’esecuzione del movimento quando questo e’ stato interiorizzato completamente.

IN CHE COSA CONSISTE?

E’ una tecnica riabilitativa che integra i principi originali del metodo Pilates con le più recenti conoscenze medico-scientifiche.

Spesso le cattive abitudini posturali e i movimenti scorretti sono difficili da cambiare! Un programma terapeutico, affinché possa essere efficace e duraturo, deve insegnare a muoversi efficientemente, senza dolore, evitando di sovraccaricare la schiena e le articolazioni. Un trattamento Pilates Fisios ® inizia con la valutazione della postura, delle tensioni muscolari e dei movimenti scorretti che il corpo utilizza e che possono essere causa di dolori o contribuire a fissare una cattiva postura. Attraverso un programma di esercizi si impara a riconoscere le tensioni, i movimenti alterati e come fare per modificarli per ritrovare e mantenere nel tempo uno stato di benessere diventando più consapevole e responsabile del proprio corpo

 

NON è un programma di ginnastica!

Consiste in una serie di movimenti studiati appositamente per le proprie necessità terapeutiche. Infatti, il fattore più importante che determina la riuscita del trattamento è la modalità di esecuzione degli esercizi: deve essere correttiva il più possibile! Per questo motivo, durante le sedute, i movimenti vengono controllati costantemente e gli esercizi modificati in base alle necessità terapeutiche di ogni paziente.

 

E’ INDICATO PER

  • Prevenzione e Trattamento di alterazioni posturali e scoliosi in ragazzi e adulti
  • Riabilitazione della colonna vertebrale e delle articolazioni: lombalgia, sciatalgia, cervicalgia, periartrite spalla, artrosi anca, distorsioni della caviglia, traumi, fratture..
  • Riabilitazione dopo interventi chirurgici: ernia del disco, ricostruzione legamenti spalla o ginocchio, protesi d’anca, chirurgia oncologica, cardiaca o respiratoria • Osteoporosi per prevenire la perdita di massa ossea
  • Gravidanza in caso di lombalgia o per recuperare la forma fisica dopo il parto
  • Riabilitazione pavimento pelvico per incontinenza, prolasso
  • Rieducazione neuromotoria: morbo di Parkinson, sclerosi multipla, emiplegia, esiti di traumi cranici, paraplegia..
  • Atleti prima del ritorno all’attività sportiva o per integrare l’allenamento

Il trattamento riabilitativo di PILATES  inizia con una valutazione individuale del paziente in base alla quale viene definito un programma terapeutico specifico

Tendinopatia? ecco come trattarla

Tendinopatia? ecco come trattarla

Prima di tutto c’è da dire che…

…la gestione conservativa di una tendinopatia  rappresenta per il fisioterapista una sfida difficile perché i meccanismi responsabili di questo disturbo non sono ancora completamente conosciuti, perché non esiste un gold standard nel trattamento, perché il possibile coinvolgimento del sistema nervoso centrale (SNC) nel dolore persistente è poco indagato, perché la ricerca sul trattamento è scarsa nonostante l’enorme impatto di questo problema.

 

QUAL È IL NOSTRO SCOPO?

L’obiettivo del trattamento dovrebbe essere aumentare la capacità di carico del tendine tramite l’esercizio terapeutico basato sul carico progressivo, ovvero aumentare la capacità del tendine di resistere alle sollecitazioni, per ridurre la sintomatologia e migliorare la funzionalità.

In pratica, l’esercizio basato sul carico progressivo dovrebbe favorire l’adattamento del tendine, del muscolo, dell’unità miotendinea e della catena cinetica.

In base agli studi clinici e all’opinione degli esperti, l’esercizio terapeutico dovrebbe essere la principale scelta di trattamento nei soggetti con tendinopatia. I pazienti dovrebbero effettuare l’esercizio terapeutico basato sul carico per almeno 3 mesi prima di considerare altre opzioni di trattamento.

Ecco alcune regole:

  • Il riposo dovrebbe essere limitato esclusivamente alla fase reattiva e al periodo iniziale della fase di alterata riparazione per evitare una possibile progressione del disturbo.
  • Sono consigliati 2-3 giorni di recupero tra attività molto impegnative per favorire il turnover del collagene; nelle fasi finali della riabilitazione, con l’aumentare della capacità di carico del tendine e della catena cinetica, il tempo di recupero può diminuire.
  • Il turnover del collagene è ridotto con il passare degli anni, quindi atleti meno giovani potrebbero necessitare di tempi di recupero maggiori.
  • Il riposo prolungato riduce la capacità di carico del tendine e della catena cinetica. Negli sportivi, inoltre, un riposo eccessivo potrebbe ridurre la performance.
  • Evitare un riposo eccessivo potrebbe avere un impatto positivo sullo stato di salute generale del paziente in quanto le tendinopatia sono spesso associate a disturbi metabolici, come diabete mellito e ipercolesterolemia.

L’esercizio terapeutico è supportato dal più alto livello di evidenza e il training eccentrico è la stratega conservativa più utilizzata nel trattamento della tendinopatia nella pratica clinica quotidiana. Vieni a scoprire presso il studio i nostri protocolli di trattamento.

La valutazione della catena cinetica è una componente raramente considerata nei programmi di riabilitazione proposti.

  • Un deficit di capacità e/o controllo neuromuscolare dei segmenti prossimali potrebbe alterare la distribuzione dei carichi negli arti inferiori e aumentare nei soggetti sani il rischio di sviluppare una tendinopatia o comunque rappresentare un fattore perpetuante dei sintomi, anche se dagli studi a disposizione non è possibile stabilire se queste alterazioni siano causa o conseguenza del disturbo.
  • Un miglioramento del controllo prossimale potrebbe essere raggiunto eseguendo semplici esercizi da integrare ai training di carico progressivo.

ALTRE STRATEGIE DI INTERVENTO?

  • Altre strategie di intervento sono spesso utilizzate nella gestione della tendinopatia achillea: terapia manuale, dry needling, agopuntura, plantari, ultrasuoni, infiltrazioni (platelet – rich plasma, coricosteroidi, agenti sclerosanti, etc.), onde d’urto, laser, taping, FANS e chirurgia.
  • Nessuna di queste stretegie è efficace come l’esercizio terapeutico
  • Non modificano la capacità di carico del tendine, la forza della catena cinetica ed il possibile coinvolgimento del sistema nervoso centrale.

MA

Se utilizzate in associazione all’esercizio terapeutico potrebbero ridurre i sintomi e favorire l’aderenza del paziente

I principali programmi di riabilitazione per la tendinopatia, basati esclusivamente su training di rinforzo per stimolare l’adattamento del tendine, utilizzano un focus attentivo interno. Ma queste strategie potrebbero non modificare adeguatamente le modificazioni a livello del SNC responsabili del dolore persistente e delle recidive. L’utilizzo di un focus attentivo esterno (visivo o uditivo) durante l’esecuzione degli esercizi potrebbe rappresentare una strategia utile per migliorare l’aderenza, modulare il dolore, modificare il controllo corticospinale, accelerare l’acquisizione di nuove abilità motorie e aumentare la capacità di trasferire le abilità acquisite dal setting clinico allo sport.